Doratura

Le foglie d’oro venivano ricavate dai battiloro usando monete (ducati, fiorini, genovini). La purezza dell’oro impiegato era garantita dal conio dei comuni. Si evitavano così eventuali frodi nell’acquisto della materia prima, raggiungendo purezze quasi assolute (24 carati). Il fondo preparatorio per l’applicazione dell’oro si otteneva con bolo rosso mescolato con colla a caldo. All’occorrenza si potevano utilizzare punzoni, stiletti (per la realizzazione dei graffiti) o ruota dentellata (per decorazioni a nastro). I rilievi venivano realizzati con gesso a pastiglia. Per la lucidatura della foglia si utilizzavano pietra d’agata e dente di cinghiale. La lamina metallica (oro, argento o stagno) poteva essere trattata e coperta con tempere. Successivamente, con uno stilo in legno, si incideva la superficie andando a scoprire la foglia sottostante e creando decori e motivi molto luminosi.

Doratura