
Un'avventura artistica e tecnica
nella pittura medievale italiana
Rispetto delle tecniche originali
Tutte le opere sono realizzate mediante il procedimento utilizzato dagli artisti medievali.
Artigianalità dell’intero processo
Dalla realizzazione del supporto e delle carpenterie, fino alla preparazione dei colori.
Divulgazione e didattica
L’allestimento del banco didattico permette di comprendere le varie fasi del lavoro, i materiali e gli strumenti.
chi sono

Sono Giancarlo Cesarini,
ormai da trent’anni mi occupo con passione e curiosità di pittura medievale. Facendo ricerca e sperimentando, sono arrivato ad utilizzare per le mie opere i pigmenti temperati all’uovo, le terre, gli ossidi, le lacche e la foglia d’oro 22/24 carati.
Preparo nel mio laboratorio di falegnameria i legni di supporto, le cornici e le carpenterie, secondo le antiche modalità costruttive.
Il desiderio di rispettare fedelmente le tecniche apprese dalla consultazione di antichi trattati, ricettari e pubblicazioni specialistiche, mi ha portato a confezionare in autonomia anche i pennelli che utilizzo, in pelo di scoiattolo.
Si tratta ormai di una vera caccia al tesoro, una specie di febbre!
Per raccontare e divulgare tutto questo, amo partecipare a rievocazioni storiche legate alla cultura medioevale con la mia bottega itinerante. Dispongo di un banco didattico in cui mostro e racconto i materiali, gli utensili e gli aneddoti più curiosi legati alla quotidianità di una bottega medievale.
Leggi la biografia completa ›“ …quanto più tosto puoi, incomincia a metterti sotto la guida del maestro a imparare; e quanto più tardi puoi, dal maestro ti parti. ”

I pittori medioevali avevano una profonda conoscenza tecnica, acquisita dopo lunghi anni di apprendimento con un maestro. Dovevano affrontare la fatica degli spostamenti, spesso in luoghi molto lontani, la preparazione di tutti gli strumenti, dei colori, dei cartoni. Grande perizia nelle infinite ore di lavoro, spesso su ponteggi.
Ho imparato a mie spese che i primi risultati apprezzabili si ottengono dopo anni di pratica. Il passaggio dalla tempera acrilica alla tempera all’uovo è stato graduale ed impegnativo, così come la preparazione dei supporti nel rispetto delle carpenterie e delle modalità costruttive dell’epoca.
tecnica
01 Preparazione del supporto
La tavola stagionata e priva di difetti, in genere di pioppo, va preparata e sagomata. Eventuali cornici o rilievi decorativi vanno realizzati e incollati prima dell’ingessatura. Leggi tutto ›
02 Stesura della mestica
Si può stendere e incollare una mussola a trama larga di lino o di cotone sulla superficie asciutta della tavola e poi passare alla stesura del gesso. Oppure stendere direttamente la preparazione sulla tavola dopo una preventiva applicazione di colla molto diluita. Leggi tutto ›
03 Disegno del modello
Si disegna direttamente sulla tavola con matita o carboncino, oppure si usa il cartone forato con il disegno del modello. Così facendo il disegno viene riportato sulla tavola per mezzo dello spolvero. Leggi tutto ›
04 Prima del colore
Si devono individuare, incidendone i contorni, le zone su cui si dovrà applicare la foglia d’oro. Eventuali piccoli decori in rilievo dovranno essere realizzati a pastiglia. Leggi tutto ›
05 Doratura
Le zone che erano state isolate, incidendone i contorni, dovranno ora ricevere il bolo, composto da argilla rossastra ricca di ferro e da colla di coniglio o di pesce. Adagiata la foglia d’oro, la si tampona con del cotone. Leggi tutto ›
06 Sottopittura
Il disegno dovrà essere ombreggiato in monocromo, per conferirgli plasticità e profondità. Le zone colpite dalla luce dovranno essere trattate con sotto stesure di bianco di piombo. Leggi tutto ›
07 Pittura
I pigmenti sono temperati con rosso d’uovo, acqua gommata (acqua + latte di fico), e un cucchiaino di aceto o grappa. Uno strumento indispensabile per la buona riuscita del lavoro sono i pennelli, che devono essere di scoiattolo. Leggi tutto ›
08 Verniciatura
L’icona, una volta terminata, va lasciata stagionare per molti mesi, meglio un anno, prima di verniciarla. Essenziale che le varie stesure di vernice siano sottilissime. Si può usare l’olio di lino (olifa), le vernici mastice, la sandracca etc. Leggi tutto ›
Strumenti
Nel corso dei secoli si è ampliata la gamma dei colori e dei pigmenti disponibili, le carpenterie dei supporti hanno subito delle variazioni, si sono arricchite le decorazioni e le lavorazioni dei fondi oro, come anche il modo di dipingere e rappresentare le figure.
Oggi alcune sostanze sono di difficile reperimento o molto costose.
Per la realizzazione dei supporti in legno, se non si ha molta pratica, bisogna rivolgersi a un falegname.

Disegno
Gli strumenti generalmente utilizzati per la realizzazione del disegno erano carboncino, grafite nera (piombaggine), inchiostro o sanguigna rossa (creta). Per la pittura su tavola, il […] Leggi tutto ›
Gli strumenti generalmente utilizzati per la realizzazione del disegno erano carboncino, grafite nera (piombaggine), inchiostro o sanguigna rossa (creta). Per la pittura su tavola, il bozzetto preparatorio poteva essere eseguito direttamente sulla superficie gessata o sul cartone da spolvero e fissato poi con soluzione collosa. Per trasferire il disegno dal cartone alla tavola ci si avvaleva di un tampone contenente polvere di carbone e pigmenti. La polvere, spinta dalla leggera pressione e dai movimenti circolari attraverso i fori sulla carta, andava ad evidenziare sulla tavola la trama del disegno che poteva poi facilmente essere riprodotto.

Gessatura
La preparazione bianca che veniva stesa sulle tavole era composta da gesso di Bologna e colla proteica (in genere colla di coniglio). Veniva stesa a […] Leggi tutto ›
La preparazione bianca che veniva stesa sulle tavole era composta da gesso di Bologna e colla proteica (in genere colla di coniglio). Veniva stesa a pennello a caldo sulle superfici in più mani. Fatta asciugare all’ombra, la stesura gessosa veniva rasata con appositi raschiatoi in metallo e levigata con pelle di squalo, osso di seppia, polvere di pomice, erba asperella o altro. La si poteva lucidare ulteriormente strofinandola energicamente con panno di lana o pietra d’agata. Elementi decorativi potevano essere incollati sulla tavola e inglobati nella preparazione gessosa.

Doratura
Le foglie d’oro venivano ricavate dai battiloro usando monete (ducati, fiorini, genovini). La purezza dell’oro impiegato era garantita dal conio dei comuni. Si evitavano così […] Leggi tutto ›
Le foglie d’oro venivano ricavate dai battiloro usando monete (ducati, fiorini, genovini). La purezza dell’oro impiegato era garantita dal conio dei comuni. Si evitavano così eventuali frodi nell’acquisto della materia prima, raggiungendo purezze quasi assolute (24 carati). Il fondo preparatorio per l’applicazione dell’oro si otteneva con bolo rosso mescolato con colla a caldo. All’occorrenza si potevano utilizzare punzoni, stiletti (per la realizzazione dei graffiti) o ruota dentellata (per decorazioni a nastro). I rilievi venivano realizzati con gesso a pastiglia. Per la lucidatura della foglia si utilizzavano pietra d’agata e dente di cinghiale. La lamina metallica (oro, argento o stagno) poteva essere trattata e coperta con tempere. Successivamente, con uno stilo in legno, si incideva la superficie andando a scoprire la foglia sottostante e creando decori e motivi molto luminosi.

Pittura
Le tavolozze erano in legno di bosso o fico, rivestito di pergamena gessata e verniciata, o trattate con colla e polvere fine ricavata da ossa […] Leggi tutto ›
Le tavolozze erano in legno di bosso o fico, rivestito di pergamena gessata e verniciata, o trattate con colla e polvere fine ricavata da ossa calcinate. I pennelli erano di vaio (scoiattolo) e per contenere l’acqua si utilizzava il corno animale o altro contenitore in coccio. Ci si serviva anche di righelli, aste o canne per appoggiare la mano. I pigmenti erano contenuti in barattolini di terracotta smaltata, in genere riempiti di acqua per prelevarne la parte più fine in superficie. Il medium per la tempera era rosso d’uovo con aggiunta di aceto e acqua gommata (latte di fico o bava di lumaca). Si potevano aggiungere altre sostanze quali fiele di bue, vin santo, olio di lino, di papavero e noci, gomme varie ecc.. Naturalmente ogni sostanza conferiva alla tempera caratteristiche diverse (grassa, magra ecc.)

Pigmenti
Per la frantumazione iniziale dei minerali si utilizzava il mortaio in bronzo. Successivamente, con l’uso di pietre di porfido e macinelli si procedeva ad ulteriore […] Leggi tutto ›
Per la frantumazione iniziale dei minerali si utilizzava il mortaio in bronzo. Successivamente, con l’uso di pietre di porfido e macinelli si procedeva ad ulteriore macinatura per una fine polverizzazione dei pigmenti e delle sostanze. In genere questa operazione si eseguiva con l’aggiunta di acqua o altra sostanza liquida. Alcuni pigmenti molto apprezzati si ottenevano da pietre quali il cinabro, l’azzurrite, la malachite. Dai lapislazzuli il preziosissimo blu oltremare. Per ottenere carbonato di calcio pigmentato si macinavano telline rosate. Il bianco per eccellenza era quello di piombo (biacca), impiegato prevalentemente sulle tavole. Si potevano ottenere dei bianchi macinando della calce, dei gusci di ostriche, del corno animale, delle ossa calcinate o altro, chiaramente molto meno coprenti della biacca.

Pennelli
In genere i pennelli per dipingere su tavola o per miniatura erano di pelo di vaio (scoiattolo), mentre per l’affresco si usavano setole bianche di […] Leggi tutto ›
In genere i pennelli per dipingere su tavola o per miniatura erano di pelo di vaio (scoiattolo), mentre per l’affresco si usavano setole bianche di porco. I manici, opportunamente preparati e acuminati, erano di legno di larice o castagno. Dopo aver preparato i mazzetti di pelo della quantità desiderata, si legavano e vi si applicava un appretto di colla proteica a caldo per mantenerne la forma. Venivano poi infilati nel bucciuolo ricavato dalle penne d’oca, gallina, avvoltoio. Si completava poi con la legatura e l’impermeabilizzazione con una miscela stesa a caldo composta da colofonia, olio di lino e cera d’api. La punta veniva poi lavorata alla mola per profilarla in base all’esigenza. Il pennello veniva poi immerso in acqua calda per sciogliere l’appretto di colla precedentemente usata per tenere in forma il pelo. Per lavori sui muri si utilizzavano grossi pennelli di pelo di porco. Dopo l’uso, le setole venivano prelevate e impiegate per confezionare pennelli più piccoli per l’affresco. Le setole di porco potevano raggiungere lunghezze di 10 cm. e oltre.

Lacche
Le lacche più usate e di maggior interesse sono: la cocciniglia, il verzino, la robbia. In genere le lacche erano ottenute da vegetali ed hanno […] Leggi tutto ›
Le lacche più usate e di maggior interesse sono: la cocciniglia, il verzino, la robbia. In genere le lacche erano ottenute da vegetali ed hanno poco corpo. Per l’uso in tavola si preferiva prepararle facendole precipitare e fissare usando allume su sostanze inerti quali crete bianche, carbonato di calcio o altro. Per la miniatura potevano essere impiegate allo stato fluido.

Vernici
Per la preparazione delle vernici si utilizzavano resine frantumate al mortaio. Ad esempio sandracca, mastice, ambra, colofonia. Le resine venivano sciolte a caldo e bollite […] Leggi tutto ›
Per la preparazione delle vernici si utilizzavano resine frantumate al mortaio. Ad esempio sandracca, mastice, ambra, colofonia. Le resine venivano sciolte a caldo e bollite nell’olio di noce o lino, alcune in alcool, altre in trementina o petrolio (olio di sasso). Potevano essere mescolate tra loro e l’aggiunta di biacca le rendeva maggiormente siccative. Nelle ricette compaiono aggiunte di sostanze più disparate quali: canfora, allume, incenso, fiele, trementina veneta ecc.. Le vernici venivano poi stese a caldo sui dipinti usando le dita o una piccola spugna.

Miniature
Spugna di mare e catino per la preparazione dell’albume denaturato. Miele, allume, gomma arabica, gomma di ciliegio, gomma di mandorlo e albume venivano mescolati per […] Leggi tutto ›
Spugna di mare e catino per la preparazione dell’albume denaturato. Miele, allume, gomma arabica, gomma di ciliegio, gomma di mandorlo e albume venivano mescolati per la preparazione del medium. Frammento di pergamena, penna d’oca, piccolo pennello di vaio, stilo (piombo o stagno) per disegno su pergamena, coltellino per affilatura e raschiatura, forbici. Sulla sinistra. cinabro e latte di fico/albume per inchiostro rosso. Righello e fiasca contenente acqua per ingrandire le immagini.

Colle
Un’ottima colla da usare per incollare carte, cartoni, usata anche nella rilegatura di libri e altro era la colla di pergamena. Veniva preparata facendo lungamente […] Leggi tutto ›
Un’ottima colla da usare per incollare carte, cartoni, usata anche nella rilegatura di libri e altro era la colla di pergamena. Veniva preparata facendo lungamente bollire i ritagli e gli scarti delle pergamene. Veniva poi filtrata e seccata. Sciolta al momento era ottima anche come medium per i colori, in particolare per gli azzurri e ottima anche per le preparazioni gessose.

Estrazione del colore
Per l’estrazione del colore si utilizzavano pezzuole di lino o canapa, preventivamente trattate con acqua di calce o con appretti di ammoniaca. Venivano adagiate, tramite […] Leggi tutto ›
Per l’estrazione del colore si utilizzavano pezzuole di lino o canapa, preventivamente trattate con acqua di calce o con appretti di ammoniaca. Venivano adagiate, tramite un graticcio, su un catino di terracotta contenente terra e urina. Erano così esposte a vapori ammoniacali. Le pezzuole così trattate si caricavano di colore immergendole ripetutamente in soluzioni liquide contenenti vegetali. Una volta asciutte le pezzuole venivano conservate in mezzo alle pagine dei libri ed al momento dell’uso i miniatori le prelevavano adagiandole in un piccolo contenitore o conchiglia contenente acqua ed allume per prelevarne il colore.

Inchiostri
Mortaio per la frantumazione delle galle. Le galle frantumate venivano messe in acqua e associate a sostanze quali solfato di rame, vino, gomma arabica, bucce […] Leggi tutto ›
Mortaio per la frantumazione delle galle. Le galle frantumate venivano messe in acqua e associate a sostanze quali solfato di rame, vino, gomma arabica, bucce di melagrane o altro per produrre inchiostri metallo-gallici. Alcuni preparati ne prevedevano anche la cottura. In alternativa c’era anche il più arcaico inchiostro al nero fumo, associato a miele, gomma arabica, albume e altre sostanze. In basso alcuni calami di canna e due penne affilate di cui una con astuccio. Le penne si conservavano ben pulite in un vasetto contenente della liscivia che ne copriva la parte affilata, sul fondo si poteva mettere un pezzetto di spugna a protezione delle punte.
“ … si rimetta al fuoco perché bolla, il tempo necessario a dire tre pater noster. ”

Negli antichi ricettari le indicazioni per la preparazione delle sostanze fanno riferimento alla pratica quotidiana: “quanto una fava”, “quanto un guscio di noce”, “il tempo di tre pater”. Il sentimento religioso e di fede permeava la vita degli artisti medievali che, conferendo vita all’opera, creavano con essa un forte legame emotivo: un dialogo tra opera ed artista, uno spazio sacro.
Mi capita a volte, quando dipingo queste antiche immagini, di provare un senso di imbarazzo, come se in qualche modo stessi violando quello spazio. In particolare nei crocefissi, nell’applicare quegli ultimi tocchi di cinabro destinati ai rivoli di sangue delle ferite.
didattica

Laboratorio didattico
Per comprendere meglio gli aspetti tecnici della pittura medievale è possibile richiedere l’allestimento di un banco didattico presso scuole, università, o associazioni. Sarà possibile osservare da vicino i materiali e i procedimenti: la costruzione di un pennello, di una penna, o la macinatura di un colore.
Per prenotare un laboratorio didattico scrivere a: info@pitturamedievale.com.
Mostre e Rievocazioni
Diverse opere sono state realizzate in occasione di rievocazioni storiche, all’interno della cerchia muraria di paesi fortificati, castelli, chiese e chiostri. Quando si dipinge in questi luoghi magici e carichi di memoria, inevitabilmente se ne diventa parte.
Contatti
Per richiesta di informazioni sulle opere o per la realizzazione di un laboratorio didattico scrivere a:
info@pitturamedievale.com© Copyright 2026 - G. Cesarini | Realizzazione: Riccioweb







