Pigmenti

Per la frantumazione iniziale dei minerali si utilizzava il mortaio in bronzo. Successivamente, con l’uso di pietre di porfido e macinelli si procedeva ad ulteriore macinatura per una fine polverizzazione dei pigmenti e delle sostanze. In genere questa operazione si eseguiva con l’aggiunta di acqua o altra sostanza liquida. Alcuni pigmenti molto apprezzati si ottenevano da pietre quali il cinabro, l’azzurrite, la malachite. Dai lapislazzuli il preziosissimo blu oltremare. Per ottenere carbonato di calcio pigmentato si macinavano telline rosate. Il bianco per eccellenza era quello di piombo (biacca), impiegato prevalentemente sulle tavole. Si potevano ottenere dei bianchi macinando della calce, dei gusci di ostriche, del corno animale, delle ossa calcinate o altro, chiaramente molto meno coprenti della biacca.

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