Cristo crocifisso trionfante

Cristo crocifisso trionfante
Legno di pioppo, traverse di castagno, tempere all’uovo, lamina d’oro 22/24 kt.

Fasi di realizzazione

1. Realizzazione del disegno in scala reale su cartone da spolvero e conseguente foratura.

2. Tampone e spolvero

3. La polvere di carbone evidenzia sulla tavola il disegno ed è necessario per posizionare  correttamente le parti in rilievo: nimbo, pietre semi preziose ed elementi perimetrali decorativi.

4. Realizzazione e incollaggio del disco del nimbo.

5. Montaggio delle traverse sul retro della croce mediante lunghi chiodi ribattuti nella parte anteriore del tavolato. In genere queste traverse erano di legni più duri.

6. Ribaditura delle punte dei chiodi e inserimento di ciondoli in legno per proteggere il metallo dal contatto con il gesso della preparazione. Questo espediente evitava rigonfiamenti e cadute di gesso dovute all’ossidazione del metallo.

7. Incollaggio degli elementi decorativi perimetrali e sul nimbo e realizzazione di una dima in cartone per il corretto posizionamento delle pietre.

8. Incollaggio della tela di cotone su tutta la superficie della croce.

9. Ingessatura, rasatura e fine levigatura. Servendosi del cartone da spolvero si passa poi a riportare la traccia del disegno che servirà a riprodurre il soggetto.

10. Una volta rielaborato il disegno, si applica una mano di acqua e colla su tutta la superficie come fissativo. Le figure e le parti da dipingere vengono scontornate con una punta metallica che produce un leggero solco guida che servirà da riferimento quando poi si monterà la foglia d’oro.

11. Si completa il montaggio della lamina d’oro procedendo poi alla brunitura. In questo tipo di croci spesso il bolo (rosso) era assente. Si procede, prima di passare al colorito, ad ombreggiare in monocromo, per dare plasticità alle forme.

12. I colori sono stesi a tinta piatta sulle ombreggiature che in trasparenza conferiscono alle masse il senso di plasticità. La presenza del bianco di piombo negli strati sottostanti e nelle prime stesure, rende particolarmente luminose le tinte. Si procede poi a tratteggio aggiungendo eventuali velature e lumeggiature con bianco di piombo.

13. Si notano le stesure bianche (bianco di piombo) di fondo sulle figure in particolare nella figura 31 e 32. La croce è in blu lapislazzuli ed il mantello del S. Giovanni è in rosso di robbia.

14. Si procede alla stesura dei colori, nei modi precedentemente descritti, ultimando con il rosso cinabro (esempio: sangue dalle ferite, libro, cartiglio ecc.).

Particolari del lavoro finito. Il dipinto dovrà poi stagionare ed asciugare bene per circa 12 mesi prima di procedere alla verniciatura finale.