05.Doratura
Quelle zone che avevamo isolato, incidendone i contorni, per applicarvi la foglia d’oro, dovranno ora ricevere il bolo. Il bolo è composto da argilla rossastra ricca di ferro e particolarmente appiccicosa, e da colla di coniglio o di pesce. Viene steso liquido e caldo con un pennello. Se ne danno almeno 2 o 3 mani, levigate poi con finissima carta abrasiva. L’’ultima stesura può essere brunita con pietra d’agata, che renderà il bolo lucidissimo.
Si procederà poi a bagnare il bolo, su cui aderirà la foglia metallica, con una soluzione blanda di acqua e colla di coniglio/pesce ed alcune gocce di alcool (grappa). Adagiata la foglia, dopo un breve istante, la si tampona con del cotone. Si procede in questo modo fino a coprire tutta la zona interessata. Bisogna fare molta attenzione a che l’acqua non risalga sopra l’oro.
Dopo alcune ore si spolvera con morbidissimo pennello (di tasso), e si procede a risarcire le eventuali mancanze o cadute. Si procede poi alla lucidatura con pietra d’agata, strofinando e facendo una leggera pressione sulla foglia, conferendo naturalmente anche un verso di lucidatura.
Si possono poi se occorre punzonare o granire eventuali motivi o decori floreali evidenziati precedentemente con leggere incisioni.
Per la buona riuscita di questo lavoro si dovrà fare attenzione alla tempistica, terminare il lavoro entro le 24 ore, preferibilmente evitare il caldo eccessivo dei mesi estivi. Negli antichi trattati si raccomandava clima umido e piovoso per questa fase del lavoro, utile per ottenere una buona lucidatura. Andava infatti evitata l’eccessiva e troppo rapida asciugatura del bolo che, non cedendo sotto la pressione della pietra, non permetteva la buona riuscita della brunitura.



